CLXVII

By Guittone d'Arezzo

Gioncell'a fonte, parpaglione a foco

per ispesso tornare si consuma:

favilla de desdegno a poco a poco

soave core di forore alluma.

A chi lo male altrui si conta a gioco,

a quando a quando sua faccia s'agruma,

l'ultim'att'è, se mante volte noco,

che Dio parte l'argento da la sciuma.

Omo po tanto salutare altrui,

che salutando fasselo nemico;

maggioremente donque, se lo fere.

Soverchio, pare, è quel che destrui

la bona volontate de l'amico

per l'oltragiose cose che sofere.