CLXX

By Berardino Rota

Io son pur qui contra mia voglia e, poi

che tu ten gisti, teco esser vorrei;

crudo tenor di fati iniqui e rei,

menar trist’alma a forza i giorni suoi!

Morte, che largo pianto asciugar puoi,

e dolce fin d’amara vita sei:

io son pur un di que’ ch’ancider dei;

son pur mortal: perché fuggir mi vuoi?

Par che risponda: «Invan m’aspetti e chiami:

nulla contra te val l’imperio nostro;

esser non può ciò che tu cerchi e brami;

quel ch’era corpo è ombra: invan ti mostro

l’arco e lo stral; convien che duri ed ami,

a sparger lungo e lagrimoso inchiostro».