CLXXI

By Berardino Rota

Riede pur nobil donna al pensier mio

talhora, in quella guisa, in quel sembiante

che m’arse e prese, e ch’io la vidi avante,

il primier dì soave insieme e rio.

Ogni altra imagine indi, ogni desio

discaccia allhor, di mia salute amante,

e l’empie sol d’honeste voglie e sante,

e d’un dolce del mondo amico oblio.

Anzi mi dice: «Or non è questo il regno,

ch’io governai vittoriosa e sola?

E tu ’l sai, ch’ancho al cor ne mostri il segno».

Io, che so come ’l ben fugge e vola,

l’uscio de la memoria a chiuder vegno,

perché pur non sen perda una parola.