CLXXII

By Domenico di Giovanni

Da parte di Giovanni di Maffeo

Mandaci un canestruccio di prugnoli;

Di quei, che paion caci raviggiuoli;

O di quei che simigliano il Paleo;

Vagliati in ciò il mio Sonetto ebreo,

E anche quel de' fichi castagnuoli;

E quel de' Saturnin co i Pancaciuoli;

E non men quel di Piramo, o d'Orfeo:

E fa che tu non bea all'onde Lete,

Sapendo che noi stiam tutti alla musa,

Né ci è niun, che non sia concio a rete:

Non isperar di farci Cornamusa,

Perché Sieve non ebbe un mese sete,

E sappiam che 'l terren costassù gli usa:

Noi porremo un'accusa

Dinanzi a Simoncin de' Saltarelli,

Se sien gambuti, o con lunghi cappelli.