CLXXII

By Francesco Beccuti

Come augellin che va di ramo in ramo

a dar nel visco, dal desio sospinto

cerco le note ad una ad una e chiamo

di quel bel nome c'ho nel cor dipinto:

beltà, ch'è primo incontro, è l'esca e l'amo;

rara poi trovo, ond'io son preso e vinto;

disio lei segue; e, mentre spero e bramo,

no dice il fine in suon chiaro e distinto.

Così pien di desir, di speme fuore

rara bellezza e crudeltà mi lega

né d'un sol mio pensier vivo signore;

e se tanta durezza Amor non piega,

sarà, troncando a la mia vita l'ore,

alfa non già, ma dispietato omega.