CLXXIII

By Domenico di Giovanni

Fratel, se tu vedesti questa gente

Passar per Banchi tutti sgominati;

Con visi gialli, magri, affumicati,

Diresti, dell'andare ognun si pente:

Le panche suonan sì terribilmente,

Com'eglin son dal Ponte in giù passati;

E hanno cera, come d'impiccati;

Né 'n piè, né 'n dosso, né 'n capo niente:

Le coste annoverresti in sul coiame

A' lor cavalli; e le lor selle rotte

Hanno ripiene di paglia, e di strame;

Sì si vergognan, che passan di notte;

E tutti s'inginocchian per la fame,

Trottando, e saltellando come Botte;

E le loro Arme rotte;

Hanno lasciato là, fino alle spade;

Stan cheti come il cul, quando si rade.