CLXXIV

By Francesco Beccuti

Febo in un tempo e 'l gran Giove terreno,

le chiare fronti con amor converse,

l'uno il bel mese e l'altro il grembo aperse

di rose quel, questo di grazie pieno.

Donna, cui di Saturno empio veneno

ogni vigor, ogni splendore sperse,

quel dì riscosse l'alma e ricoperse

di ricco lembo il nudo fianco e 'l seno;

e, posti al carro i fieri augei che sola

Nemesi frena e, Cornio al crine avvinta,

così cantando in ogni parte vola:

— Era la vita e la mia Gloria estinta;

il divo Giulio a due morti m'invola;

tal opra, Augusto, ogni tua lode ha vinta.