CLXXIX – Savioli
Cessa: gli Dii mi tolgano
A l'odiata vista.
Il crederai? per lagrime
Forza il mio sdegno acquista.
Tuo mi chiedesti: arrisero
Gli avversi Fati; il sono:
Godi, se puoi, rallegrati
Di sì funesto dono.
Lasso! così celavasi
Sotto al tessalic'auro
Il sangue infausto ad Ercole
Del traditor centauro.
Ardo; un gelato incendio
Pel vinto cor s'aggira.
Se non è questa, (ahi misero!)
Qual de l'erinni è l'ira?
O gloi occhi tuoi rivolgere
Soavi in giro io veda:
Tremo: tu sei colpevole
Di ricercata preda.
O i neri crin soggiacciano
A leggi estranie e nove,
Ohimè! di Leda piacquero
I neri crini a Giove.
Tremo se ignote grazie
Ostenta il petto e 'l viso;
A impallidir condannami
Una parola, un riso.
Parlin segrete, accrescono
Le ancelle i miei timori:
Guai se il tuo seno adornasi
Di sconosciuti fiori.
M'è grave il dì; le tenebre
Sul mio dolor non ponno;
E indarno gli occhi invocano
Il fuggitivo sonno;
Egli non ode; o il seguita
D'ombre drappel nefando,
E i sogni a me presentano
Quel ch'io temea vegliando.
E un freddo orror la torbida
Quiete infetta e scioglie.
Lascio le piume, e rapido
Accorro a le tue soglie.
Taccion le porte immobili;
Regna profonda pace;
Ma nel comun silenzio
Il mio terror non tace.
E scintillar lucifero
Sul pallid'asse io vedo;
E l'alba affretto, e a i talami,
Gridando, il Sol precedo.
Invan smarrita e attonita
Rivolgi al cielo i lumi,
E chiami in testimonio
De l'innocenza, i numi.
In te di colpa indizio
La mia ragion non trova:
Il veggio, il sento: e crederti
Spergiura e rea mi giova.
D'ogni più nera istoria
Gli esempi in te pavento.
Inorridisci: io Biblide,
Io Pelopea rammento.
Ah m'abbandona, e lasciami
Preda a i rimorsi miei:
No, tu con me dividere
Lo strazio mio non dei.
Ahi, questo dì medesimo
Io barbaro, io profano,
In te volea commettere
La scellerata mano.
Degni de l'opra il Tartaro
Suplizi aver non puote:
Non l'urne infami bastano,
Non d'Ission le ruote.
Né fuggi? e in me s'affissano
Pietosi i languid'occhi;
E piangi, e supplichevole
Abbracci i miei ginocchi?
Cessa: del rio spettacolo
Tutto l'orror comprendo.
Cessa. Tu segui? Ah, Furie,
L'abisso aprite: io scendo.