CLXXIX

By Matteo Bandello

È questo il lieto e avventuroso giorno

fatto da quel che pose in ciel le stelle,

allor che volle, all'apparir dell'alba

(quando levò d'inferno all'atra notte

tant'almi spirti), suscitarsi, e 'l fine

dar alla legge scritta in dura pietra?

Né chiaro fiume uscir di viva pietra,

né nube più s'attenda in l'aria il giorno,

ch'alle carte di Mose è dato il fine,

perché la vera stella delle stelle

levato 'l velo dall'oscura notte

fiameggiando risorge presso l'alba.

O veramente fortunata l'alba,

che dalla tomba senza mover pietra

vide uscir Cristo e disparir la notte.

Che qual si mostra il sol a mezzo giorno

diedero 'l lume le dorate stelle,

il Re del ciel lodando senza fine.

Così ne venga alla mia vita il fine,

se ben venisse pria che venga l'alba,

perché spero trovar con l'alte stelle

la trasparente di giustizia pietra

fatta già sole al glorïoso giorno,

che non vide, né mai vedrà più notte.

E s'io son ito errando lunga notte

in mezzo l'acque né trovai la fine,

che mi scorgesse più tranquillo giorno,

or veggio presso il rosseggiar dell'alba,

chi del cor rompe l'indurata pietra;

mercé di più benigne e sante stelle.

Dunque Tu, cui senza il voler le stelle

non fanno il corso, n'alluman la notte,

e la tua Sposa sovra ferma pietra

fondasti, acciò che duri senza fine,

fa' che 'n me nasca omai quella chiara alba,

di cui sei fatto sempiterno giorno.

Felice giorno e fortunate stelle,

quando la notte nel fuggir dell'alba

la viva pietra diede a morte il fine.