CLXXV.

By Luigi Tansillo

Fiume, che ricco, se ben tal non parti,

Ten'entri al mar senza favor di verno,

Del gran padre Appennin figliuolo eterno,

Ch'hai cento frati per Italia sparti;

Quanti Ercoli vedesti e quanti Marti,

Ch'avean virtute in pregio, e morte a scherno,

Mentre il Tebro del mondo ebbe il governo,

E diede leggi a le sue quattro parti;

Quanti Flacci e Maroni e quanti Arpini,

Onde ogni età divenne poi sì parca,

Udir queste onde, e queste tue pendici?

Onora il novo Ispan, ch'il tuo sen varca,

Che non ebber gli antichi tuoi Latini

Petti più forti, e ingegni più felici.