CLXXV

By Berardino Rota

Herba da forte piè calcata e mossa,

d’aura e ruggiada poi risorta e viva,

sembra la vita mia, che par che viva

e si sta chiusa in solitaria fossa.

Ella da morte ognihor giunta e percossa

si giace a terra, a sé noiosa e schiva;

da lagrime e sospir poi si raviva

e torna onde, dolendo, era già scossa.

Chi ’l crederebbe? Ed è pur ver che sia

il pianto e ’l sospirar esca a l’ardore;

così trist’alma al suo peggior s’attiene.

Che fai più meco o sconsolata, o ria

vita, ché non ti parti? Ahi, che non viene

Morte dove la chiama alto dolore!