CLXXVI

By Berardino Rota

Se giamai col pensier veduto havessi

quel ch’a forza veggio hor con gli occhi miei,

per noia e per timor morto sarei;

e sto pur qui, come se vivo io stessi.

E pur questo e quel laccio ordisci e tessi,

fallace mondo; ahi, come pronto havrei

fuggita l’esca tua! Ma non potei,

tanti mi tengon nodi ardenti e spessi.

E fo come colui che da nemica

mano tenta scampar, ma con la morte

s’incontra allhor che par che più la schive.

E veggio al fin che non è mal sì forte

ch’huom non sostegna, e che ’l dolor nutrica:

ch’ogni cosa si vede, e pur si vive.