CLXXVI

By Domenico di Giovanni

Andando la formica alla ventura

Giunse dove era un teschio di cavallo,

Il qual le parve senza verun fallo

Un palazzo Real con belle mura:

E quanto più cercava sua misura

Sì gli parea più chiaro, che Cristallo,

E sì diceva, egli è più bello stallo,

Ch'al mondo mai trovasse creatura.

Ma pur quando si fu molto aggirata

Di mangiare le venne gran disio;

E non trovando ella si fu turbata;

E diceva, egli è pur meglio che io

Ritorni al buco, dove sono usata,

Che morte aver, però mi vo con Dio:

Così vogli dir io

La stanza è bella, avendoci vivanda,

Ma qui non è, s'alcun non ce ne manda.