CLXXVII

By Domenico di Giovanni

Io mi ricordo sendo giovinetto

Nel tempo, ch'era in succhio il mellonaio;

In vagheggiando un viso fresco, e gaio,

Giunse mio padre, e diemmi un gran buffetto;

E scapezzommi, e tirommi il ciuffetto,

E calci, e pugna più d'un centinaio;

E trenta sculacciate, e più al danaio;

Pensa se questo mi fu gran dispetto.

Che furon tal, ch'io me ne sento ancora,

E la mia vaga disse: Deh non fate!

Quando mi vide il cul più ner, che mora,

Livido tutto per le gran picchiate:

Tirossi dentro, e rise più d'un'ora,

Veggendomi fornir di sculacciate.

Di fuor piangea le date

Busse: più per vergogna, che per doglia,

Sicché mai più non vagheggiai di voglia.