CLXXVII

By Giovan Battista Nicolucci

A Occhi, lingue, sospetti,

che state contra me sempre in su l'ali,

quanti colpi mortali

sento dai vostri dispettosi aspetti!

L'amor, la riverenza, ed i rispetti

che a la mia donna porto

fan che dentro sopporto

gli incendi che dariano a voi soggetti,

ma s'avien mai che la natura sforze

la ferma elezïon, sì che mie forze

sian vinte dagli affetti,

non già del tutto mai ma qualche poco,

ben mostra l'improviso e forte lampo,

che dagli occhi e dal core

sovente m'esce fore,

che il desire onde avampo,

bench'io l'occulti e prema, non è poco;

gran favilla non vien da picciol foco.