CLXXVII

By Giusto de' Conti

Se dal dì primo ch'io mi innamorai

Creduto avessi quel ch'or provo et sento,

Forse che, dove ardendo io mi lamento,

Ridrei d'altrui, ma non con simil lai.

Né forse ancor saria donna che mai

Gloriar si potesse, con istento

Di vita avermi et della luce spento,

Amando io lei più che me stesso assai.

Deh quanto fora meglio et di men danno,

Di minor mia vergogna, et d'altro grido,

Che vedermi or sì privo di conforto!

Benché né cor pietosi assai mi fido,

Che gettino un sospir poiché sapranno,

Che per amar con fede una m'ha morto.