CLXXX

By Giovan Battista Strozzi il Vecchio

Alta e profonda di riposo eterno

ombra mi si avvicina,

sì già rapido inchina

verso l'occaso il dì, né più lo scerno:

fasci e salme di scherno

e di martir, ch'addosso

io portai sempre, or <tante> io più non posso,

e così le pur getto

in terra, giunto al mio santo ricetto.