CLXXXI

By Berardino Rota

Hor hai pur tu, qual vincitore auriga,

tocco la meta ov’altri unqua non giunse;

né da la bella via mai ti disgiunse

del mondo lusinghier pace né briga.

D’honestà, di bellezza ornata biga

quella fu ben che tua man resse e punse.

Ma chi cotante in un gratie congiunse,

poi tosto nel fiorir colse la spiga?

Havei già tu lo fren del più bel carro

che mai volgesse rota al campo Eleo:

cose del ciel che fu gloria a vederle.

Ma perdonimi il ver se nulla io narro:

era d’avorio, di robini e perle;

Dio per se stesso e non per altri il feo.