CLXXXI

By Francesco Beccuti

— Dolci, mentre 'l ciel volse, amate spoglie,

prendete omai queste reliquie estreme

de la mia vita e disciogliete insieme

l'alma dal petto e l'amorose doglie.

Vissi regina, al gran Sicheo fui moglie;

l'alte mura fondai che Libia teme;

vidi d'effetto e non di pena sceme

de l'avaro fratel l'inique voglie.

Felice, oimè! troppo felice, s'io

vietava il porto a quel troiano infido,

la cui salute ogni mio ben sommerse!

Or si sazi 'l crudel del sangue mio.—

Così dicendo, l'infelice Dido

l'amata spada in se stessa converse.