CLXXXII

By Domenico di Giovanni

Se nel passato in agio sono stato,

E ben fornito di buone vivande;

Or mi veggio caduto in triste bande,

E d'ogni mio diletto esser privato.

Io sono in un Palazzo sgangherato,

Ond'entra il freddo da tutte le bande;

E s'io so fuoco, il fumo me ne mande

Così me ne vo al letto mal cenato.

E così lagrimando fo Sonetti,

Perché dormir non posso per li Sorchi,

Che fanno maggior gridi, che Porchetti.

Quando il mattino vien, convien ch'i' schorchi;

Mi levo pien d'affanni, e di difetti

Con gran pensieri, e con nuovi rimorchi.

Senza lume di Torchi

Ritorno a casa di notte richiesto,

E mangio fumo, e beo vin d'Agresto.