CLXXXII

By Gaspara Stampa

La vita fugge, ed io pur sospirando

trapasso, lassa, il più degli anni miei,

né di passarli ardendo mi dorrei,

a la cagion de' miei sospir mirando;

se non che non so punto il come o 'l quando

den le mie gioie dar luogo agli omei;

ché forse a poco a poco m'userei

ad andar le mie pene sopportando.

Anzi, misera, io so che sarà tosto,

ché per partenza o per cangiar volere

il fin de' miei piacer non è discosto.

E, perch'Amor mel faccia prevedere,

non è per questo il mio petto disposto

a poter tanta doglia sostenere.