CLXXXIII

By Berardino Rota

Non vo’ che ’l mio dolor torni mai scemo,

perché pur torni il sol per la sua via,

poiché sente per lui la vita mia

men duro il ferro, e men gravoso il remo.

La notte è la mia luce, e fuggo e temo

la gioia, e corro al pianto, ove ch’io sia.

Il sospirar m’è pace, e ben poria

quetarmi in tutto un sol sospiro estremo;

qual piacer ho, quand’io mi doglio, e penso

a la cagion che fa dolermi, e poco,

anzi nulla riputo il mio gran duolo!

Soccorri dunque, o pensier tristo intenso;

non mi lasciar mai scompagnato e solo

senza il mio dolce e pretioso foco.