CLXXXIV

By Guittone d'Arezzo

D'animo fievilezza e codardia,

vizio dannoso troppo e disorrato,

se gola e carne tenta a villania

od alcun altro, adess'ha on conculcato.

E sì, se cosa, qual aspra lui sia,

el punge, e' cade e fa, che vol peccato:

demoni e vizi tutti han segnoria

del tutto d'esso, e servo è lor provato.

Unde vile è via piò che fango o sterco,

poi conculcano lui vizi e demoni:

oh, quanti alteri son d'esti vil servi!

Piò che di bassi trovamo, se cerco.

Ma quanto è maggio tal più, se ragioni,

servo piò vil de' servi è de' conservi.