CLXXXIV

By Francesco Beccuti

Archita, che la terra e 'l mar sovente

già misurasti, or lungo l'onde salse

poca arena ti cuopre, e non ti valse

per le case del ciel girar la mente.

Morse Tantalo ancòra e fu presente

a le mense celesti, e morte assalse

Titone e il re che per far Creta salse

ai segreti di Giove alto e prudente.

E ritornato Euforbo al cieco abisso,

benché facesse in altro corpo fede

dei troian tempi e del suo scudo affisso,

altro che nervi e polpe esso non diede

a l'empio Lete, il cui sentier prefisso

non puote unqua fuggir terrestre piede.