CLXXXIV

By Giovan Battista Strozzi il Vecchio

Vienne, amica mia, vienne

mia soavissima ombra:

e questo afflitto, e questo lasso adombra,

che mai tante fatiche non sostenne,

quant'oggi; or tu, che puoi, me ne disgombra

deh sì, ch'eternamente

io m'addormente, e pose in queste erbette

ostro, oro: altre a me piume il Ciel non dette.