CLXXXIX

By Francesco Petrarca

Passa la nave mia colma d' oblio

per aspro mare, a mezza notte il verno,

enfra Scilla et Caribdi; et al governo

siede 'l signore, anzi 'l nimico mio.

A ciascun remo un penser pronto et rio

che la tempesta e 'l fin par ch' abbi a scherno;

la vela rompe un vento humido eterno

di sospir', di speranze et di desio.

Pioggia di lagrimar, nebbia di sdegni

bagna et rallenta le già stanche sarte,

che son d' error con ignorantia attorto.

Celansi i duo mei dolci usati segni;

morta fra l' onde è la ragion et l 'arte,

tal ch' incomincio a desperar del porto.