CLXXXIX

By Domenico di Giovanni

Non posso più che l'ira non trabocchi,

Veggendo in forza il mio Stato gentile,

Da questo popol meccanico, e vile,

Ch'appena può schermirsi da' pidocchi.

Oh folle Doge, o partigian tuoi sciocchi,

Noi rivogliamo il nostro bel covile

Per bella forza di ragion civile,

Vincendo il piato per punta di stocchi;

O successor di Messer Giorgio Scali,

O Simon Mago tu rovinerai

Per ogni grado, cento, che tu sali.

Colle prigioni, e cacciane se sai,

Per gl'infiniti tuoi solenni mali,

Empierannosi i cessi de' tuoi guai.

Confinato sarai

Puccin gaglioffo, popolaccio sozzo,

Chi in Piccardia, e chi a Tagliacozzo.