CLXXXVI

By Matteo Bandello

Dunque, qual cera al fuoco,

l'alta mia spene consumar si vede,

e vano è il desiar d'aver mercede?

Divengan tutti i miei pensier di ghiaccio

e vada ogni desir qual polve al vento,

né grato il mio servir mai veggia farsi.

In sì bel luogo ed alto il cor i' sento,

e con sì stretto nodo quell'allaccio,

che non potrà per modo alcun slegarsi.

Il fuoco mai scemarsi

già non vedrassi, perché la mia fede

e l'altre tutte e poi se stessa eccede.