CLXXXVI

By Giovan Battista Nicolucci

Che poss'io più s'amor mi sferza e punge,

ed ora gli atti fa contra i desiri,

ora i desiri contra gli atti pronti,

e ripugnanti voglie in un congiunge?

Non sol i' fingo, e i miei dolci martiri

non lascio che sian conti

a quei che in un gentil drapel ristretto

spesso si trovan con la donna mia,

ma, bench'io gli ami e rïamato sia,

d'odiarli son astretto,

perché da lei che adoro mi disvia

ogni motto che alcun di lor mi faccia,

né però l'odio amor da sé discaccia,

e sì mi bolle il petto

che allor a chi più mi si mostra amico,

e mi è però più accetto,

auguro peggio che a crudel nimico.