CLXXXVII

By Gaspara Stampa

Se gran temenza non tenesse a freno

la mia lingua bramosa e 'l mio disio,

sì ch'io potessi dire al signor mio

come amando e temendo io vengo meno,

io spererei che quel di grazie pieno

viso leggiadro, onde tutt'altro oblio,

quant'è 'l mio stato travagliato e rio,

tanto lo fesse un dì chiaro e sereno;

e quello, onde m'avinse e strinse, nodo

non cercherebbe, lassa, di slegarlo,

allor che più credea che fosse sodo.

Ma per troppo timor non oso farlo:

così dentro al mio cor mi struggo e rodo,

e sol con meco e con Amor ne parlo.