CLXXXVII

By Giovan Battista Nicolucci

Strana legge d'amore,

modi contrari, disusate tempre,

onde forz'è che il cor mi si distempre

ch'io debbia udir novella

di cose, ahimè, che tanto schifo e abborro

invece de l'angelica favella,

né gir con gli occhi ove con l'alma corro,

e che pur anche i' voglia

contemplar la sua faccia onesta e bella,

il leggiadro sembiante,

ed altre cose tante

di che il piacer m'invoglia.

Maraviglia m'arresta

spesse fiate, in mezo ai pensier miei,

come lo spirto sia distratto ognora

e tolto quel di ch'io viver devrei,

né però mai si mora;

virtù d'amor è questa,

che quanto men nostri travagli tempre

via più dolce l'amar ci renda sempre.