CLXXXVII

By Giusto de' Conti

S'io spendesse il mio tempo e 'l viver frale

In laude della Vergin gloriosa

Madre eletta di Dio, Figliuola et Sposa,

Che né prima né poi mai ebbe eguale,

Com'io spendo in costei, cosa mortale,

Che per più mio dolor sta sempre ascosa,

Dura. fiera, crudele et disdegnosa,

A cui miei prieghi o lamentar non vale;

Io sarei di più fama, et spereria

Per merto no, ma per superna gratia

Salire ancor nel regno de' Beati:

Onde perché 'l desir mio non si satia

Di lusingar costei per farla pia,

Temo trovarmi infine intra' dannati.