CLXXXVIII

By Berardino Rota

Io cerco, ohimé, gir oltra, e mai non passo

lo stretto varco che ragion mi segna;

gli occhi, ch’eran d’Amor la prima insegna,

in fin dal ciel mi van troncando il passo.

Alzai ben io felice e nobil sasso

per chiudervi la bella e d’honor degna

amata spoglia; e pur si siede e regna

madonna nel pensier che mai non lasso.

E ne ringratio Amor che la descrisse,

anzi scolpio nel cor sì ferma e forte,

che non stanno le stelle in ciel più fisse.

Beato albergo, aventurose porte

ond’ella entrò: già mel promise e disse

quel dì crudel che trionfò la Morte.