CONTRO UN GIORNALISTA

By Giuseppe Giusti

Tu dei pettegoli

per la puntura,

sempre in orecchio,

sempre in paura;

non ti capaciti

com'io resista

al turpiloquio

d'un libellista,

che nel frenetico

ciarlio d'adesso,

ruttando infamie

rutta sé stesso.

Non vedi il misero

ferirti apposta,

per sete inutile

d'una risposta?

Cercar coll'animo

grullo e mendìco

la vanagloria

di tuo nemico?

Teme la rabbia

d'un cane offeso,

e teme l'asino

a un punto preso.

Ma via, pensandoci,

chi vuoi che tema

d'un verme anonimo

che punge e trema?

No, no, compiangilo:

queste son fiere

che si riparano

col zanzariere;

razzaccia querula

di melma uscita,

bestie che muoiono

nella ferita.