CONVENTO IDEALE

By Emilio Praga

Io voglio farmi un piccolo convento,

lontano, solitario, in riva al mar;

colà, pieno di sole, in mezzo al vento,

starò lieto e tranquillo ad invecchiar.

Sarò il padre prior de' miei peccati,

e una regola nuova inventerò;

i miei pensosi e pallidi affigliati

senza scelta di sesso annicchierò;

primo l'Orgoglio: sarà un frate austero,

sarà padre guardiano e consiglier;

da molt'anni è abilissimo al mestiero:

prender la gente a calci nel seder.

Poi l'Accidia, l'Accidia anima pia,

soave primogenita del ciel;

e verrà spesso nella stanza mia

perché le aggiusti sulla faccia il vel.

Poi la Lussuria: le darò un altare

tutto per lei, tutto profumi ed or!

Sera e mattina, senza mai posare,

dovrà cantarmi l'Angelus nel cuor.

Porrò l'Invidia accanto al cimitero,

e in refettorio la Gola porrò;

schiavo del corpo e schiavo del pensiero,

perennemente le visiterò.

Tu, Avarizia, starai sul campanile

giorno e notte, o pudica, a mormorar:

Qui abbiam l'azzurro, la manna e l'aprile,

son rime e strofe e non le voglio dar!

Condurrò l'Ira anch'essa al mio convento,

ma per poco, la scarna, vi vivrà;

le innalzeranno in chiesa un monumento,

ove il Priore a ridere verrà.

Immemore così del calendario,

starò in riva del mare, in mezzo ai fior,

nel convento lontano e solitario.

E sulla porta sarà scritto: Amor.