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By Francesco d'Altobianco Alberti

Misero a noi, quant'è grave lo 'mpaccio

del viver nostro pien d'ogni tormento,

suddito a fame a sete a caldo a ghiaccio!

E però, rimembrando el crudo istento,

qual mantener conviensi in tal sentero,

non facciàn del perduto alcun lamento;

né ci paia il Signore aspro e severo

se tolto ci ha quel dono alto e sereno,

che conforto ci diede al mondo intero.

Anzi con gran quïete el nostro seno

di purpurëi fiori e di vïole,

odorifere assai, sia colmo e pieno.

E là, dove dolere altri si sòle,

ha 'l pelegrin sepulcro el dono inane;

ancor facciàn poi che da noi si cole

le membra dallo spirto sì lontane.