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Piangi, Fiorenza, piangi, poi che morte
t'ha tolto il cittadin pien di vertute,
in Puglia alta colonna di salute,
invitta, degna, vallorosa e forte.
Piagni, reina, e tutta la tua corte
pianga le posse di costu' perdute,
ché le tue terre sono al fin venute,
perdendo i muri e torri con le porte.
Sarebbe a Roma, quando fu maggiore,
questi tenuto caro, nella scola
che consol nominava e sanatore.
Dunque, Fiorenza, nella morte sola
in lui dimostra segno con onore,
che dica sempre: - I' son qui tuo Niccola,
che nitens laude per lo mondo vola.