CVI

By Domenico di Giovanni

Aringhe fresche, e fior di Camamilla,

Mosche assetate, e Ungheri feriti,

Lattughe fresche, e Asini smarriti,

Che non volevan ritornare in villa;

E la gatta col topo si tranquilla,

O gufi, quanto fuste poco arditi

Rifiutando il tesoro de' Sanniti:

Consigliovvi di questo la Sibilla?

Tal si fe' Febo nell'ardente chioma,

Quando Apuleio diè per sua malizia

Due Romaiuoli, e una soprassoma;

Muovasi dall'estremo di Galizia

Il fumo degli arrosti; e vada a Roma

Significando, che ce n'è dovizia.

E tanta nimicizia

È nata fra le bufole, e i ranocchi,

Che per gran sete mi pizzican gli occhi.