CVI

By Francesco d'Altobianco Alberti

Per me' solcar dov'è più cupo il fondo

e spelagar di ria procella in porto,

sicuro al mio nocchiere fido e accorto

ricorro, e' dubbi miei non li nascondo

Perché chi più si fida al cieco mondo

più si può dir quaggiù fra i vivi morto,

dove chi mal ci arriva ha sempre il torto;

chi ben, quel fuggitivo e vagabondo.

Onde il poema sacro, alto e sottile,

non confidando di mio basso ingegno,

dedicalo al tuo sommo, atto e gentile,

perché l'aiuto tuo famoso e degno

rinnuovi l'ale al mio cangiato istile,

sicché d'ogni altro poi trapassi il segno.