CVI

By Angelo Poliziano

Chi non sa come è fatto el paradiso,

guardi Ipolita mia negli occhi fiso.

Dagli occhi della Ipolita discende,

cinto di fiamme, uno angiolel d'amore

che' freddi petti come un'esca accende

e con tanta dolcezza strugge 'l core,

ch'e' va dicendo in mentre che si more:

“Felice a me ch'i' sono in paradiso!”

Dagli occhi dell'Ipolita si muove

virtù che scorre con tanta fierezza,

ch'i' la somiglio al folgorar di Giove,

e rompe il ferro e 'l diamante spezza:

ma la ferita ha in sé tanta dolcezza,

che chi la sente è proprio in paradiso.

Dagli occhi della bella Leoncina

piove letizia tanto onesta e grave,

ch'ogni mente superba a lei s'inchina,

e par la vista sua tanto soave

che d'ogni chiuso cor volge la chiave,

onde l'anima fugge in paradiso.

Negli occhi di costei Biltà si siede

che seco stessa dolce parla e ride;

negli occhi suoi tanta grazia si vede

quanta nel mondo mai per uom si vide:

ma qualunche costei cogli occhi uccide,

lo risucita poi guardandol fiso.