CVI

By Berardino Rota

Qual huom sì scaltro mai, qual sì leggiero

a la lutta d’Amor sottrarsi valse?

Ché la terra non pur, le stigie e salse

onde, ma turba il ciel con duro impero.

Sassel Giove e Pluton s’io dico il vero,

e chi sovente arse fra l’acque ed alse;

sallo il cor mio, cui di me nulla calse,

misero e volontario prigioniero.

Che farai tu, se rapida procella

repente a te ne vien da l’Austro a l’Orse,

minuta rena e debile facella?

Più saggio fu chi pria l’herba gli porse:

rompe più forte in questa parte e’n quella

fiume, se fral ritegno indietro il torse.