CVII

By Franco Sacchetti

Poca vertù, ma foggie ed atti assai

i' veggio ognora in te, vaga Fiorenza,

perché nova aparenza

mutano i nati tuo' di giorno in giorno.

Da quella madre antica non ritrai,

ch'al mondo dimostrò la sua potenza:

ciò n'apruovi l'essenza,

ch'ancor risuona, del famoso corno.

Non so guardar tanto i tuo' figli attorno,

che io conosca qual sia di tua gesta,

né con armata vesta

veggio nessun seguire il tuo vessillo,

a ciaschedun parendo esser Cammillo.

Se le confuse lingue della torre

fossono in lor, che son settantadue,

le portature sue

tutte ci sono, ed ancor più ben cento.

Non studian altro che 'n levare o porre

or giù, or sù, ed ora meno, or piùe;

or formica ed or bue

voglion parer nel loro dimostramento.

Non si trova nessun esser contento,

se l'un l'altro con foggia non avanza.

Tant'è la lor costanza,

che in un dì voglion parer di mille

provincie e terre e d'oltramonti ville.

Cominciando dal capo, quanto è nova

cosa a veder la notturna berretta

esser di dì costretta

sovra 'l capuccio frastagliato stare!

Dove, d'intorno al volto, fatti in prova,

stanno moscon di panno, una righetta

che ciaschedun si getta

a dar negli occhi e 'l naso a tempestare;

sanza ch'io veggio gole abottonare

e gozzi stringer più che con randello:

a rischio n'è il cervello

e gli occhi, che non escan della fronte,

per farsi d'acqua uccelli, e non di monte.

Quanti uncini e raffi alle lor spalle

portan, e corde, chi gli mira il vede:

una nave possede

tallora men di lor canapi e sarte.

Più allacciati son che strette balle,

cominciando dal capo insino al pede;

nessun quasi non sede,

che non rompa il legame o tutto o parte.

Lasciato hanno le gonne, e tolta l'arte

de' farsettoni a l'unghera manera,

e stretti in tal matera

vanno nel corpo, sì che 'l ventre torna

nel grosso petto ove ciascun s'adorna.

Maniche e manicon tanti e diversi

veggio, ch'appena io contar li posso;

non è corpo sì grosso

che non entrasse ov'alcun braccio posa.

Con cioppe e con gabbani di più versi

e maniche che pendon sovra 'l dosso,

ciascun di forza scosso

par, sanza braccia o monco d'ogni cosa.

La calza, dove ella sta più nascosa,

atorniata è da diversi lacci

con groppi e con legacci,

portando punte tali alle scarpette,

che le più larghe vie a lor son strette.

Le nove forme e foggie tante e tali

mi fan pensar onde alcun nato sia:

mostra tal di Soria

e tal d'Arabia aver recato i panni;

tal par ch'aggia veduti quanti e quali

paesi abbia l'Egitto o l'Erminìa;

alcun par stato sia,

qual col gran Cane e qual col Presto Gianni.

Non scrisse Livio tanto ne' suo' anni,

quant'io arei a scriver, a contare

quel ch'i' ho veduto usare

e veggio ognor, Fiorenza, ne' tuo' figli,

sanza donarti aiuto o buon consigli.

Canzon mia, va dove 'l disio ti mena,

e dove piace a te tuo' versi spandi:

a piccioli ed a grandi

dì che colui è fuor d'ogni salute,

che foggie cerca, e fugge ogni vertute.