CVII

By Giovan Battista Nicolucci

Deh perché al mio apparir ti cangi e cresci

con onda che rimbalza e sgorga e rugge

contra legno legger, che via se 'n fugge,

e a chi tanto ti stima tanto incresci?

Che fia se al fin qui con vittoria n'esci?

Dei rostri altier, che fan che l'acqua mugge,

l'orgoglio, che ti calca e sprezza e strugge,

affronta, abbatti, e sottosopra mesci.

Agli sdegni d'amor crudo e superbo,

al vento dei sospiri, al mar dei pianti,

a la fortuna degli interni guai

lasciami, e sentan tuoi corrucci e vanti

le Nompariglie, e un stuolo armato acerbo,

i' no, ch'io gia sommerso e spento omai.