CVIII

By Giovanni Prati

Ara il colono e la sua spiga aspetta:

piange l´amante e trovar grazia spera:

in ginocchi a l´altar la femminetta

mercede attende da la sua preghiera.

Nel dì mortal che va sì presto a sera,

che folgore non va con maggior fretta,

nulla i´ chiedo né attendo. In questa spera

è sì vil ciò che attrista o che diletta!

Il cor m´è fatto un solitario sasso

con qualche segno di vulcanio foco,

che fuor si mostra ad affermar ch´io vivo.

Ma va tardo il pensier col tardo passo;

e quel, che di me resta, è così poco,

ch´i´ n´ho tormento quando parlo o scrivo.