CVIII

By Pietro Bembo

Tanto è ch´assenzo e fele e rodo e suggo,

ch´omai di lor mi pasco e mi nodrisco,

e son sì avezzo al foco, ond´io mi struggo,

che volontariamente ardo e languisco.

E se del carcer tuo pur talor fuggo,

per fuggir da la morte, e tanto ardisco,

tosto ne piango et a pregion rifuggo,

Amor, più dura, in pena del mio risco.

E fo come augellin, che si fatica

per uscir de la rete, ov´egli è colto;

ma quanto più si scuote, e più s´intrica.

Tal fu mia stella il dì, che nel bel volto

mirai primier de l´aspra mia nemica,

ch´a me tutt´altro e più me stesso ha tolto.