CVIII
Rispondevasi 'l ciel da ogni parte
con lampi, tuoni, con saette e pioggia;
sin all'intorno ogni animal diloggia,
né truova in terra o in ciel mai posa o parte.
Nulla è 'l furor del superbo impio Marte:
qui triema i monti, ogni albero al ciel poggia,
che i venti sveglie; un tempio, ivi, una loggia
mostr'or quanto più può natura o arte.
Di fuoco e d'acqua la terra trabocca;
ogni picciol ruscel vien rigoglioso,
ogni fiume i suo ponte squarcia e sbrocca.
Tal spavento e terror parlar non oso,
e più a quei a chi 'l gran mal non tocca:
ha invidia a' morti e lor certo riposo.