CXCI – Bondi

By Giacomo Leopardi

Egli non ha nemico

Maggior del tempo: e a consumarlo ei suda,

E mette ogni pensier. L'ozio e la noia

A lui numeran l'ore, e dangli avviso

Del sonar di ciascuna: ond'ei si aggira

Solo occupato de l'impiego eterno

Di chieder sempre e di aspettar che arrivi

Ora il meriggio ed or la sera; e intanto

Il lunghissimo dì passa e distrugge

Su i caffè in parte, e poi di casa in casa

L'obeso ventre strascinando, e il peso

De l'esistenza sua. Grave egli giunge

In ogni luogo; e al suo venir si stringe

Ne gli omeri ciascuno, ed ogni labbro

Freddamente il saluta. Egli non bada,

Stupido avanza, e ad occupar s'affretta

Quel ch'entrando adocchiò libero ancora

Più morbido sofà. Mira: ei da prima

Le vesti dietro ad ambe man raccoglie;

Poi tutto alfin vi si abbandona, e lento

Vi si sdraia gemendo. Il frale scanno

Cigola sotto l'improvviso incarco

Di tanta soma. Ei guarda intorno alquanto;

E poiché nulla del discorso intende,

E l'orecchio digiuno allunga indarno,

Per fuggir l'ozio al solito s'appiglia

Ingegnoso ripiego; e a poco a poco

Le palpebre inchinando a sopor lento,

La vegetabil macchina e lo spirto

Colloca alfine ne l'anfibio stato

Che in mezzo è posto tra la veglia e il sonno.

Bello il vederne l'anima impotente

Con lunghi sforzi contrastare indarno,

E resister cedendo. A l'occhio intanto,

Già semichiuso, gli appannati oggetti

Mostransi appena; e d'indistite voci

Lieve susurro mormora a l'orecchio

Semisopito. Ma il sospetto eterno

De' sguardi altrui, gustar nol lascia in pace

La furtiva quiete: e tratto tratto

Scuotesi d'improvviso, e le luci apre

Attonite, e sogguarda; e tosse intanto,

Con accorto consiglio, onde dar segno

Ch'egli è pur desto. Ma di nuovo il preme

Il vincitor letargo; e a lui sul petto

Ricade il capo languido. E di nuovo

Pur si riscuote, e il nobil gioco alterna.

E poiché tutta l'onorata impresa

Alfin compié, né di dormir più spera;

Si rizza in piedi risoluto, e in fretta

Da lo stuol si congeda: e caldo allora

Di nuovi spirti e di sublimi idee,

Passa animoso a pigliar sonno altrove.