CXCII – Bondi

By Giacomo Leopardi

E chi potrebbe i movimenti e il muto

Vario linguaggio, il magistero e l'arti

Tutte scoprir de le maestre luci,

Al fido specchio, consiglier secreto,

Lungamente educate? Or vibra il guardo

Quasi lampo che abbaglia; or lento e inerte

Errare il lascia indifferente: il niega

Sovente a chi lo cerca, e il volge intanto

A scuotere i distratti. Al suol talora

China gli occhi dimessi, e fa un'occhiata

Lungamente aspettar; poi, quando intenti

Crede gli spettatori, alza improvviso

Le sicure pupille, e gli occhi incontra

Di chi meno l'aspetta, e fino al fondo

De l'alma il cerca, e lo sconcerta: indizio

Di sicuro trionfo. Indi abbandona

La vinta preda, facil opra e breve

Di un sol guardo fugace. Or mira come

Sul volto a Tirsi languida e cadente,

Diresti a caso e involontaria, fisa

D'amoroso desio le luci accese

Pietosamente. Immobile si arresta

A contemplarlo: e poi si scuote a un tratto,

Come allor se ne accorga; e rossa in volto,

Si volge altrove, vergognando quasi

Di avere incauta del suo cor tradito

Il geloso secreto; e fa sembiante

Di sconcertarsi, e timida e confusa

Finge schivar de le sue luci accorte

Il nuovo incontro. Misero se il crede:

Ché tardi poi de l'error suo pentito,

E' deriso sarà.