CXCII

By Giusto de' Conti

Il dì sospiro, et le lacrime ch' io

Per vergogna nascondo, a mille doppie

La notte io rendo, perché il cor non scoppie,

Che di dolersi ognor cresce il disio.

Et se talora di porle in oblio

Cerco, et dentro le stringo a coppie a coppie,

Di subito convien ch' io le raddoppie,

Come il pensiero alla cagione invio.

Onde il viver mi spiace per l' affanno,

Né spero mai trovar cosa altra alcuna,

Se non che a pianto et morir mi conforte.

Et perché amando bene alma ciascuna,

Ben more il corpo, anzi eterni si fanno,

Ognor più bramo et più chieggio la morte.