CXCIII

By Francesco Beccuti

Non cerchiam più se Ligurino è sordo

ai conforti di Flacco o di Platone

o se 'l tempo usa poca discrezione

a coprirlo di piume come un tordo;

ma seguiam de le torte 'l mio ricordo,

le qual son sempre belle e sempre bone,

benché sian vecchie, secondo che pone

Giovan Tortellio, che ne fu sì ingordo.

— Le torte — dice — uscîr di Tartarìa,

onde Tartara è detta alcuna torta,

e passâr per Tortona in Lombardia.

Apriamo e noi a le torte la porta

e per un tratto 'l nostro cibo sia

dietro e dinanzi e 'n mezzo 'l pasto torta.

E voi fate la scorta,

signor dottori, a queste torte, poi

che se ne fanno coi testi, come voi.